mercoledì 26 agosto 2009

La Corte Europea dei diritti dell'uomo condanna il governo italiano per la gestione del G8, ma non rende giustizia a Carlo

Roma, 25 ago. 2009 – “La sentenza della Corte di giustizia europea sul caso Giuliani ha alcuni aspetti contraddittori e per certi aspetti ipocriti. Da un lato, infatti, dal punto di vista del diritto e del processo, la sentenza è sostanzialmente condizionata dalla ragioni di stato.
Ma vi è altresì un punto molto chiaro e sul quale noi abbiamo sempre combattuto. La sentenza afferma infatti che il parlamento e il governo italiano avrebbero dovuto dar luogo a una commissione d’inchiesta per accertare lo svolgimento degli eventi di quelle giornate drammatiche, verificare le catene di comando e le responsabilità relative a tutto quel che è accaduto.
Da questo punto di vista risulta ancora grave la responsabilità non solo del centrodestra che si è sempre opposta strenuamente, ma anche delle forze di opposizione, come i socialisti e Di Pietro, che nella scorsa legislatura sono venute meno agli impegni di coalizione facendo mancare i voti decisivi al varo della commissione. Queste forze, che spesso si professano paladini irreprensibili di legalità, nel caso di Carlo Giuliani e dei fatti di Genova hanno di che fare un serio esame di coscienza e ancora da dimostrare che stanno dalla parte della verità e della democrazia e non aprioristicamente da quella degli apparati dello stato”.
Giovanni Russo Spena
responsabile nazionale legalità del Prc-Se

lunedì 24 agosto 2009

RIFONDAZIONE COMUNISTA RICORDA PAOLO VOLPONI

Tu sei l’uomo
Tu sei l’uomo che nelle fiere appresti il tiro a segno con il gallo di ferro che colpito scoppia sulla polvere da sparo nel selciato.Che scavi il pozzo, che porti a maggio la croce di canna nel campo di grano. Tu freni il puledro, conduci la volpe prigioniera a tutte le case; tu fischi ai bovi nell’abbeverata che hanno le rane nell’orme.Tu sei l’uomo che porti alle ragazze il geranio e lo sposo. Tu arroti i coltelli e le falci. Tu insegni il fischio ai merli ed hai l’erba che sana il morso della vipera.

PAOLO VOLPONI , nato ad Urbino il 6 febbraio 1924, nella sua città si diploma al ginnasio-Liceo Sanzio e nel 1948 si laurea in Giurisprudenza. Nell’anno della laurea pubblica de “Il ramarro” (raccolta di versi) per le edizioni dell’Istituto d’arte di Urbino, con la presentazione di Carlo Bo.Scrittore dalla prosa complessa, affascinante, difficilmente classificabile, occupa un posto appartato e speciale nell’ambito della letteratura italiana del XX° secolo senza godere d’una fama paragonabile a quella dei Calvino, Moravia, Pasolini, Morante e si guadagna da vivere lavorando alla Olivetti. Nel 1955 pubblica la raccolta di poesie “L’antica moneta” e nel 1960 con la terza raccolta poetica, “Le porte dell’Appennino”, si aggiudica il premio Viareggio.Volponi esordisce nella narrativa col romanzo “Memoriale” (1962),tradotto in ben undici lingue, ottiene il premio dei Librai milanesi e nel 1963 il premio Marzotto, prosegue con “La macchina mondiale” (1965),vince il premio Strega, “Corporale” (1974) del quale due episodi dal titolo “La barca Olimpia” e “Olimpia e la pietra” erano già stati pubblicati sulla rivista «Paragone-Letteratura» nel 1968Nel 1974 esce la raccolta di versi “Foglia mortale” e l’anno dopo il romanzo “Il sipario ducale”, con il quale lo scrittore si aggiudica per la seconda volta il premio Viareggio.Nel 1979, esce il romanzo “Il pianeta irritabile”. e nel 1980 esce una scelta delle raccolte di versi precedenti col titolo “Poesie e poemetti (1946-1966)”.Negli anni successivi Volponi prosegue nella sua produzione letteraria con il romanzo “Il lanciatore di giavellotto” e viene eletto nel 1983 senatore nelle liste del PCI come indipendente.Nel 1986 esce una raccolta di poesie inedite: “Con testo a fronte” (Premio Mondello 1986). Nel 1989 pubblica il romanzo “Le mosche del capitale” e l’anno successivo la raccolta “Nel silenzio campale”.Nel 1991 pubblica il romanzo “La strada per Roma” con cui ottiene, per la seconda volta, il premio Strega. Nello stesso anno entra a far parte del gruppo di senatori di Rifondazione comunista e nel 1992 è eletto di nuovo senatore, carica che abbandona per motivi di salute l’anno successivo.Il 23 agosto 1994 Paolo Volponi muore all’Ospedale «Le Torrette» di Ancona dove era stato ricoverato nel reparto nefrologico.“Il leone e la volpe”, dialogo scritto a quattro mani con Leonetti, esce postumo l’anno della sua morte.

sabato 22 agosto 2009

IMMIGRATI – FERRERO: “BOSSI NON FACCIA IL FURBO. POLITICA LEGA DI STAMPO NAZISTA”

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se:

Roma, 22 ago. 2009 – “Bossi non faccia il furbo chiamando in causa l’atteggiamento della chiesa nei confronti dei fenomeni migratori. In realtà la politica della Lega Nord è a suo modo alquanto somigliante e coerente rispetto quella dei nazifascisti: è una politica che alimenta e induce il razzismo, esalta la segregazione e ricorre alla logica del capro espiatorio contro gli avversari e le categorie deboli.
Il problema non sono qualche centinaio di profughi e di rifugiati in fuga dalle guerre tra le due sponde del Mediterraneo. Il problema è che al governo di questo paese ci sia un partito con un’ideologia di stampo cripto nazista, che fomenta il razzismo e introduce il reato di clandestinità, utilizzato tra l’altro per favorire il lavoro schiavistico a vantaggio del tessuto di imprenditori disonesti che costituiscono la base sociale del leghismo”.

73 MORTI e nel sul sito della Lega impazza il gioco "Rimbalza il clandestino"

Mentre l'ennesima strage di migranti in mare suscita sdegno e sgomento, su Facebook gli internauti leghisti si divertono a far sparire con un clic le barche con gli immigrati a bordo. Vince chi riesce a rimandare indietro più extracomunitari. Ogni volta che un barcone viene respinto, si viene avvisati con il suono di una campanellina. Si chiama "Rimbalza il clandestino", ed è un'applicazione sviluppata all'inizio di questa estate e disponibile sulla pagina ufficiale su Facebook della Lega Nord. Da qui può essere condivisa e pubblicizzata su ogni profilo. Ad amministrare la pagina del Carroccio è il figlio di Umberto Bossi, Renzo, classe 1988, affiancato nell'opera da Fabio Betti, un altro leghista doc. Proveniente dal movimento dei giovani padani, Betti è legato da un'amicizia non solo virtuale a Renzo, ed è stato spesso definito come l'"uomo facebook" del Carroccio. E' lui a pubblicare link, notizie e ad aggiornare la bacheca. E, all'inizio di giugno, si è presentato come l'ideatore di "Rimbalza il clandestino". "Abbiamo deciso di puntare molto sull'interattività e sulla Rete - aveva spiegato, introducendo l'applicazione interattiva - cercando di coinvolgere, scherzosamente, i giovani, e di sensibilizzarli su quello che, in reatà, è un fenomeno reale che affligge le nostre coste". E chissà se, insieme all'amico Renzo, immaginava che la realtà di questi giorni avrebbe potuto drammaticamente superare l'obiettivo del suo giochino virtuale. L'applicazione, che ha anche una pagina di fan, è introdotta da poche righe di spiegazione: "L'obiettivo di questo gioco è mantenere il controllo dei clandestini che arrivano in Italia". Su una schermata viene raffigurata la nostra penisola, insieme a delle boe e dei salvagenti. Ovviamente nessuno riceverà mai alcun salvagente, perché l'unico scopo del giocatore è quello di far sparire la barca apparsa all'improvviso, cliccandoci sopra con il mouse, da una fino a cinque volte. I punti che si ricevono per ogni imbarcazione colpita dipendono dalle sue dimensioni: uno per quelle più piccole, fino ad un massimo di cinque. Gli sbarchi avvengono lungo tutte le coste, anche quelle della Liguria. Una barra, in alto, tiene traccia delle imbarcazioni rimandate indietro: "Se la barra sarà al massimo - spiegano le istruzioni - vorrà dire che avrai dimostrato la tua bravura e potrai passare al prossimo livello". Più si va avanti, e più i "nemici" da respingere si moltiplicano. Perde chi non riesce a far sparire abbastanza barconi. In questo caso si riceve il classico messaggio di "game over", accompagnato da un invito a ritentare la fortuna: "Prova ancora. Vedrai che la prossima volta riuscirai a dimostrare di essere un vero leghista".
Altro gioco che si inserisce nella campagna leghista dell'estate per coinvolgere i giovani internauti nelle sue iniziative virtuali è "Converti il comunista": lo scopo è quello di trasformare il "triste e logoro comunista in un felice leghista". Perché la conversione sia portata a termine, bisogna "illuminare" il comunista con il Sole delle Alpi, il simbolo racchiuso nel contrassegno della Lega Nord. Nel fare ciò, si dovrà fare attenzione ai pomodori che Veltroni e Franceschini tireranno contro la persona da convertire.
di MARCO PASQUA
la Repubblica.it

venerdì 14 agosto 2009

La tensione è creata da Berlusconi e dalla Lega

Senza molti giri di parole e retorica riteniamo che il clima di tensione sociale costruito intorno alla figura degli immigrati, sia causato ed aggravato dal meschino e strumentale comportamento di alcune forze politiche. Queste sono unite in una coalizione di governo che come unico retaggio elettorale e collante politico usa il continuo e perseverante obbiettivo di destabilizzare la pacifica convivenza dei cittadini e dei lavoratori italiani. Il commercio illegale va perseguito proprio perché illegale nei tempi e nei modi dettati dalla legge. Meglio sarebbe aggredirlo alla radice piuttosto che arrancare nella repressione della piccola distribuzione quando il danno economico con la contraffazione c’è già stato e la merce è già in circolazione. Altra cosa è la disgregazione sociale e la frantumazione morale che il reato di clandestinità sta già creando dopo solo pochi giorni dalla sua introduzione. I vigili urbani non sono le “guardie” di nessuno tanto meno della nuova destra forcaiola e antinazionale. I cittadini non sono partigiani e difensori dell’uno o dell’altro. L’ordine pubblico deve essere gestito dallo Stato e dalle Istituzioni, non dagli sceriffi e dalle ronde. In questo i dati del Viminale parlano chiaro; tutti i reati in Italia sono in diminuzione. Che il Ministro Maroni se ne faccia finalmente una ragione e che il Governo finisca di strumentalizzare il clima di allarmismo fomentato ed a volte creato “ad hoc” dai suoi dipendenti dei mass media per coprire le contraddizioni e le difficoltà dell’esecutivo! Questi giorni dove il nostro paese è stato coperto di immondizia, non per sola colpa della disorganizzazione, ci dimostrano quanto le persone debbano essere educate ad una vita civile e non diseducate! Ci appelliamo quindi al buonsenso del Sindaco Ubaldi che invitiamo in primo luogo a non seguire la parte più oltranzista della sua maggioranza che già propone di armare i Vigili Urbani ed in secondo luogo a prendere le distanze dalle ronde e dal decreto sicurezza come già hanno fatto numerose associazioni per i diritti umani, la Chiesa Cattolica e tutta l’opposizione compreso il leader dell’UDC Pierferdinando Casini!
Il Segretario del circolo PRC “G.Puletti”
Luca Falaschini

sabato 1 agosto 2009

Crisi: La Regione Marche sostiene i marchigiani in difficoltà nonostante Berlusconi annunci tagli ai fondi per il sociale.

In arrivo i 4.370.000,00 euro del Fondo di solidarietà per il lavoro e le fragilità sociali incluso nella manovra anti crisi varata dalla Regione Marche. Si è già infatti provveduto al pagamento del sussidio mensile previsto per i primi quattro mesi, alle 1.820 persone che, in base al reddito ISEE, rimodulato nei modi previsti dal bando d’accesso, sono stati individuati all’interno di coloro che hanno presentato la richiesta di contributo. Il sussidio è pari a 200 euro mensili, per un massimo di dodici mesi, ed è erogato in quote quadrimestrali di 800 euro ciascuna. La somma interessa quei lavoratori dipendenti che, alla data di presentazione della domanda, risultavano residenti nella Regione Marche e disoccupati a causa di licenziamento o mancato rinnovo di un contratto a termine. In questa maniera arriva a compimento la parte relativa ai contributi di solidarietà del Piano anti crisi della Giunta Regionale per il sostegno alle famiglie in difficoltà a causa della crisi occupazionale in atto, approvato dall’esecutivo con la deliberazione n. 250 del febbraio 2009 a seguito del protocollo d’intesa sottoscritto con le organizzazioni sindacali. Si tratta di un aiuto concreto che avviene in tempi certi, con modalità concordate nei tavoli di concertazione con le parti sociali e dimostra ancora una volta la sensibilità e l’attenzione dell’Amministrazione regionale nei confronti dei bisogni dei suoi cittadini. Nonostante il governo nazionale abbia già annunciato ufficialmente un taglio di 120 milioni di euro sul fondo destinato alle Regioni per le politiche sociali, pari a 14 milioni 204 mila euro per la Regione Marche, la Giunta regionale ha deciso di intensificare le politiche di contrasto alla crisi economica destinando risorse ancora maggiori. Il dovere di soddisfare i bisogni delle persone colpite dalla crisi economica, per i quali ogni ritardo potrebbe aggravare la già precaria situazione, ha indotto la Regione ad attivare la collaborazione con i CAF (Centri di Assistenza Fiscale), emanazione di organizzazioni sindacali ed imprenditoriali, che operano sull’intero territorio regionale con una rete capillare di sportelli tale da avvicinare i cittadini alla pubblica Amministrazione, di andare incontro alle esigenze delle persone, di creare quella rete di solidarietà che ci fa sentire parte di una comunità. Il servizio, per l’utenza è stato svolto a titolo gratuito e gli oneri sono stati posti a carico del bilancio regionale. Queste azioni di tutela nei confronti dei soggetti più deboli contribuiscono a rafforzare la resistenza della comunità marchigiana, poiché è importante che nessuno resti solo ad affrontare le difficoltà di questo periodo così difficile per l’economia globale.Sulla base delle richieste pervenute, le risorse sono state distribuite sull’intero territorio regionale. Nella Provincia di Ancona (28,22%), Pesaro e Urbino (25,52%), Macerata (18,55%), Ascoli Piceno (16,94%), Fermo (10,77%). Il sostegno economico interessa i lavoratori licenziati (54,15%), dimessi per giusta causa (1,70%) e lavoratori subordinati, inclusi i contratti di apprendistato e a progetto, ai quali non è stato rinnovato un precedente contratto (44,15%).
Marco Amagliani
Assessore ai Servizi sociali della Regione Marche

venerdì 31 luglio 2009

IL METROCUBOMETRO

IL METROCUBOMETRO È UNO STRUMENTO (BREVETTATO DAL GRUPPO UNITI PER PORTO RECANATI) CHE MISURA IN TEMPO REALE LA CRESCITA IN METRI CUBI DEL CEMENTO PORTORECANATESE DALL’INSEDIAMENTO DELLA GIUNTA UBALDI (25/06/2009)

ULTIMO AGGIORNAMENTO: CONSIGLIO COMUNALE DEL 24/07/2009
SI’, AVETE LETTO BENE, SONO CENTONOVANTAQUATTROMILASEICENTOSESSANTAQUATTRO m3 !! (in meno di un mese è un record storico!)
Pari a 72.098 metri quadri di nuovo edificato;
Pari a circa 1.202 appartamenti di 60 mq l’uno;
Pari a circa 3.600 posti letto;
Pensate che Montelupone conta 3.565 residenti…
Per mantenere l’impegno dato di portare avanti un’opposizione propositiva, visto che nel giro di pochi anni edificheremo un “paese nel paese”, pensiamo che sia d’obbligo istituire l’ottavo quartiere.
Noi abbiamo in mente qualche nome:
villaggio Cementopoli ……?
Quartiere via gluck …?
Borgo la foratella ….?
Contrada San mattone …. ?
P.S. … ecco cosa intendeva il Sindaco nel manifesto di ringraziamento elettorale quando scriveva “… moltiplicherò il mio impegno”
Per favore Sig. Sindaco, per il bene di Porto Recanati, in futuro cerchi di “impegnarsi” un po’ meno !!!!
Il GRUPPO UNITI PER PORTO RECANATI

sabato 18 luglio 2009

Noi facciamo come ci pare???

Colpo a sorpresa, al Consiglio comunale di giovedì scorso: prima dell'inizio della discussione esordisce il gruppo consiliare “Uniti per Porto Recanati” che, per voce del capogruppo Riccetti, solleva questioni pregiudiziali sui temi all’ordine del giorno presentando inoltre un’interrogazione.
Al centro della questione, l’istituzione del sesto assessorato e l’approvazione di alcune lottizzazioni mai trattate dalle commissioni per il semplice motivo che le commissioni non sono MAI state costituite.
In sostanza, la minoranza lamenta il fatto che la maggioranza, per nominare il sesto assessore (previsto dalla legge ma non dallo statuto Comunale), mette mano allo statuto del Comune senza rispettare la procedura prevista dall’art. 59 e ancora, nella fretta di approvare alcune lottizzazioni, pone al voto questioni mai esaminate nelle commissioni. Di fronte a cotante eccezioni, abbondantemente motivate, il Sindaco toglie la parola a un attonito Segretario Comunale citando una prassi che, a suo dire, dovrebbe addirittura derogare ai regolamenti per concludere il proprio intervento con le parole “e poi voi fate come vi pare!”.
Tale comportamento dimostra il totale spregio per lo Statuto comunale e per il Regolamento delle sedute del consiglio, tant’è che un pacato richiamo all’osservanza delle norme viene scambiato per un oltraggio da parte di gente che si permette – che impertinenza! – di contestare l'operato della maggioranza.
Nessun oltraggio, sig. Sindaco, volevamo semplicemente raccomandarle di seguire i consigli e farne buon uso, soprattutto quando la invitano al rispetto delle leggi, perché… capita che poi, a volte, se ne possono pagare a caro prezzo le conseguenze.
Quanto all'interrogazione, si chiedeva conto al sindaco Rosalba Ubaldi e al consigliere Silvio Cingolani, in seguito alle notizie circolate sui quotidiani locali, di riferire in Consiglio sulla recente richiesta di rinvii a giudizio, ma purtroppo l’interrogazione non è stata neppure ammessa alla lettura in assemblea. Evidentemente giornali e bacheche sono una sede più opportuna del Consiglio comunale per esaminare questioni che preoccupano molto non solo la minoranza, ma gran parte dei cittadini portorecanatesi. Su tale argomento la invitiamo pubblicamente a un contraddittorio nel prossimo consiglio comunale.
Intanto, nonostante tutto, la maggioranza marcia a suon di lottizzazioni: 42.000 m³ approvati ieri in zona Montarice, cui faranno seguito 75.000 m³ nei pressi dell’area archeologica dei laghetti… e non si sa ancora quanti altri a Scossicci.

venerdì 10 luglio 2009

DISSENSO E' DEMOCRAZIA

In merito alle polemiche nate dopo la rappresentazione della commedia “la egghia del mortu” tra l’Amministrazione Comunale e la presidenza del quartiere Sammarì, vorremmo chiedere al Sindaco Ubaldi cosa intende dire quando afferma che “occorre che si renda chiaro che il ruolo dei quartieri e le competenze dei comitati sono sanciti dallo statuto comunale per gli istituti della partecipazione, che vieta che i quartieri facciano politica”. Non ci sembra che nello Statuto venga menzionata tale prerogativa! Indipendentemente dalle opinioni e dai programmi portati avanti da singoli cittadini o dai comitati di quartiere non sembra eccessivo mettere il bavaglio ad ogni semplice presa di posizione contraria alle linee dell’Amministrazione? Le associazioni ed i quartieri non possono esprimere liberamente idee al di fuori del consiglio comunale? Caro Sindaco il dissenso fa parte della DEMOCRAZIA e come tale va accettato e se ci sono le capacità va anche aperto un dialogo ed un contraddittorio, non chiusa la bocca alle persone! Quindi sarebbe bene che il Sindaco cominciasse a confrontarsi oltre che con il consiglio comunale anche con la Città e con i cittadini nelle forme di aggregazione che essi decidono di assumere, per volere popolare, non per volere divino!!
Infine un’ultima domanda…. la questione del Rigassificatore è “un allarme sanitario fuori luogo” ???
Il Segretario del circolo PRC "G.Puletti"
Luca Falaschini

mercoledì 1 luglio 2009

IL DECRETO SICUREZZA COME LE LEGGI RAZZIALI DEL 1938 E LE RONDE COME LA MILIZIA VOLONTARIA DEGLI ANNI 20

Sul cosiddetto decreto sicurezza, condivido l'opinione di chi ritiene che questa nuova legge accrescerà la situazione di precarietà sociale e peggiorerà le condizioni di vita di chi è già debole e sfruttato. L'introduzione del reato di clandestinità e la possibilità di organizzare le ronde di volontari in città mi vedono assolutamente e totalmente contrario.Si tratta di un provvedimento che contrasta con i più basilari principi umanitari di accoglienza e aiuto verso chi soffre e che arrecherà danno a chi si trova già in condizioni di vita disperate. La somiglianza con i provvedimenti in difesa della razza e le conseguenti leggi razziali che il regime nazifascista ha adottato contro gli ebrei nel 1938 è impressionante. Anzi, alcuni provvedimenti sono addirittura più discriminatori. Primo fra tutti, il fatto che una donna, alla quale manca il permesso di soggiorno, se partorisce un bambino non lo può né riconoscere né tantomeno registrare all'anagrafe. Cosa ha a che fare un simile provvedimento con la sicurezza dei cittadini?Anche le ronde sembrano create sulle stesse idee che avevano dato vita alla milizia volontaria degli anni '20. Non è un caso, dunque, che contro tale provvedimento, per le sua natura profondamente discriminatoria e razzista, si siano schierati numerosi esponenti del modo cattolico, da monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti, a don Luigi Ciotti e padre Alex Zanotelli, ma anche tantissimi esponenti della cultura, da Andrea Camilleri a Moni Ovadia, da Dacia Maraini ad Antonio Tabucchi e un ente morale come l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.Il provvedimento sulla sicurezza testimonia un imbarbarimento sociale che cancella lo stesso concetto di convivenza comune e pacifica. È per questi motivi che condivido l'appello lanciato nella nostra regione dall'ANPI affinché i Comuni si oppongano all'istituzione e alla presenza delle ronde nei propri territori. Le Marche hanno una tradizione di accoglienza e, così come dimostrano i dati, una percentuale pressoché totale di integrazione sociale degli immigrati che vi vivono. Questa è la strada che abbiamo percorso sino ad oggi e che vogliamo continuare a seguire. Dietro il fenomeno dell'immigrazione c'è quasi sempre il dramma di persone che fuggono dalla miseria, dall'oppressione, dalle guerre. Come ha dichiarato don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, questa è una legge che ci porta indietro nel tempo e invece di far progredire questo Paese verso l'integrazione e la condivisione di valori, lo richiude su se stesso. E' un errore che la politica non può permettersi di fare se vogliamo essere un Paese che guarda al futuro.
Marco Amagliani
Assessore ai Servizi sociali e Immigrazione della Regione Marche